Obiettivo del corso è far acquisire ai partecipanti gli strumenti analitici e pratici fondamentali sulle politiche europee in materia di cooperazione allo sviluppo. A tal fine si analizzeranno i principali programmi della Commissione europea nell'ottica della gestione dei progetti comunitari.
Il Corso si rivolge a tutti coloro che desiderano diventare attori della cooperazione.
Di cosa si tratta? Due le basi prioritarie su cui si fonda la cooperazione allo sviluppo: la prima è l’esigenza solidaristica di garantire a tutti gli abitanti del pianeta la tutela della vita e della dignità umana; la seconda vede nella cooperazione il metodo per instaurare, migliorare e consolidare l’interdipendenza economica globale che, mediante l’allargamento dei mercati ed il miglioramento della circolazione dei fattori produttivi, assicurerà la crescita economica a tutti i popoli.
Tenendo conto di tali obiettivi, nella concezione del programma del Corso è stato adottato un approccio multidisciplinare che cura con pari attenzione tanto la parte conoscitiva, di studio e analisi delle situazioni locali di alcuni Paesi e dei programmi della Commissione, quanto l’aspetto pratico del project management.
Dove? Organizzato dalla Camera di Commercio Belgo-Italiana, in collaborazione con la Regione Liguria (ufficio di Bruxelles) e con il Dipartimento di Studi internazionali dell'Università di Padova, il corso è a tempo pieno. Le 70 ore di lezione si terranno a Bruxelles presso Casa Liguria, sede della Regione, in pieno quartiere europeo. La formazione si svolge a Bruxelles perché crediamo che solo nella capitale europea, con il continuo e costante contatto con le Istituzioni e i consulenti che vi lavorano, si possa impostare un lavoro di formazione serio.
La Camera di Commercio mette a disposizione due borse di studio per poter far vivere ai partecipanti del Corso un’esperienza di cooperazione a Salinas, in Ecuador, della durata di tre mesi.
Due studenti saranno selezionati per la gestione e l’attuazione di progetti di sviluppo presso la Misión Salesiana San Francisco Javier.
Si occuperanno di progetti educativi, della promozione del commercio, dell’analisi di dati, della gestione del microcredito a favore delle donne e dell’ampliamento delle produzioni alimentari locali.
"Oltre la metà dei soldi spesi per aiutare i paesi poveri proviene dall'Unione europea e dai suoi Stati membri; l'Unione è quindi il maggiore donatore a livello mondiale. La politica di sviluppo, tuttavia, non consiste soltanto nella fornitura di acqua potabile e di strade asfaltate, per quanto importanti esse siano. L'Unione utilizza il commercio anche come strumento di sviluppo, aprendo i suoi mercati alle esportazioni provenienti dai paesi poveri e incoraggiando questi ultimi ad aumentare gli scambi tra di loro". (http://europa.eu/pol/dev/overview_it.htm)