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Appalti pubblici UE: la Commissione propone regole più semplici e più accessibili alle PMI

21 settembre 2026 di
Appalti pubblici UE: la Commissione propone regole più semplici e più accessibili alle PMI
Camera Di Commercio Italiana in Belgio

Gli appalti pubblici rappresentano circa il 15% del PIL dell’Unione europea e costituiscono uno dei principali mercati a disposizione delle imprese. Eppure, secondo la Commissione europea, negli ultimi anni la partecipazione delle PMI e degli operatori provenienti da altri Stati membri è rimasta limitata, mentre la complessità delle procedure continua a rappresentare un ostacolo.

È da qui che parte il nuovo Public Procurement Act, presentato dalla Commissione europea il 9 settembre 2026: una proposta di regolamento che punta a semplificare il sistema europeo degli appalti pubblici e a renderlo più coerente, digitale e strategico.

Per il momento si tratta di una proposta legislativa. Le nuove disposizioni non sono quindi ancora applicabili, ma il dossier merita attenzione da parte delle imprese che lavorano, o intendono lavorare, con le amministrazioni pubbliche in Belgio e negli altri mercati europei.

Un unico quadro europeo al posto di tre direttive

Uno dei cambiamenti più significativi riguarda la struttura stessa delle regole.

La Commissione propone di sostituire le tre direttive europee del 2014 su appalti, utilities e concessioni con un unico regolamento direttamente applicabile. L'obiettivo è ridurre la frammentazione prodotta dalle diverse modalità con cui le norme sono state recepite negli Stati membri e creare un quadro più uniforme per amministrazioni e operatori economici.

La proposta introduce inoltre una struttura procedurale più semplice, basata principalmente su una procedura aperta e una procedura dinamica, affiancate da uno strumento specifico per l'acquisto di soluzioni innovative.

Un cambiamento che potrebbe avere particolare interesse per le PMI riguarda anche i criteri di selezione: il testo propone di limitare i requisiti a quanto effettivamente necessario e proporzionato, riducendo il ricorso a richieste eccessive in termini di fatturato e restringendo i casi in cui può essere richiesta una precedente esperienza nel settore pubblico.

Non soltanto prezzo: qualità, innovazione e sostenibilità

La revisione proposta guarda anche al modo in cui vengono selezionate le offerte.

La Commissione intende rafforzare il peso del rapporto tra prezzo e qualità, integrando maggiormente negli appalti pubblici considerazioni ambientali, sociali e legate all'innovazione.

Sul fronte ambientale, il nuovo quadro dovrebbe facilitare l'introduzione di criteri relativi, ad esempio, a circolarità, efficienza energetica, materiali riciclati e recupero dei rifiuti. Parallelamente, vengono valorizzati aspetti sociali come inclusione, condizioni di lavoro, accessibilità e sviluppo delle competenze.

È previsto inoltre un approccio specifico agli appalti per l'innovazione, che consentirebbe alle amministrazioni di partire da un bisogno o da una sfida da risolvere, anziché definire fin dall'inizio una soluzione tecnica rigida.

Più digitale e più europeo

Un altro elemento centrale riguarda la digitalizzazione.

La proposta punta alla costruzione di un ecosistema europeo più integrato, capace di mettere in comunicazione i diversi sistemi nazionali di e-procurement. Tra le novità previste figurano profili digitali delle imprese e credenziali aziendali riutilizzabili, secondo il principio once-only: informazioni già fornite non dovrebbero essere richieste nuovamente ad ogni procedura.

L'obiettivo è ridurre gli oneri amministrativi e facilitare anche la partecipazione transfrontaliera, un aspetto particolarmente rilevante per le aziende che vogliono concorrere a gare fuori dal proprio mercato nazionale.

La proposta attribuisce inoltre agli appalti una dimensione sempre più strategica, introducendo strumenti legati alla sicurezza delle forniture, alla resilienza delle catene del valore e, in determinate circostanze, alla possibilità di applicare criteri di preferenza europea nel rispetto degli impegni internazionali dell'Unione.

Cosa significa per le imprese

Per una PMI, il Public Procurement Act non significa nuove regole da applicare da domani. Significa però che il mercato europeo degli appalti potrebbe diventare più uniforme e, almeno nelle intenzioni della Commissione, più accessibile anche agli operatori di dimensioni minori.

Meno frammentazione tra Stati membri, requisiti più proporzionati, procedure digitali interoperabili e maggiore apertura all'innovazione potrebbero ridurre alcune delle barriere che oggi rendono complesso partecipare a gare pubbliche, soprattutto oltre confine.

Per le imprese italiane attive in Belgio o interessate al mercato europeo, sarà quindi importante seguire l'iter legislativo e capire quali elementi della proposta verranno confermati nel testo definitivo.

Fonte: European Commission – DG Internal Market, Industry, Entrepreneurship and SMEs, “Proposal for a regulation on public contracts and concessions”, COM(2026) 590, 9 settembre 2026

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